venerdì, 24 agosto 2007

Sarò di ritorno fra una settimana.... vi racconterò tutto.

Baci

postato da: beatriceb alle ore 21:37 | Permalink | commenti (1)
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venerdì, 24 agosto 2007

Marina Terragni, giornalista del Corriere della Sera,  sul suo LA SCOMPARSA DELLE DONNE fa un'interessante analisi riguardante le donne che, con sempre maggior frequenza si affidano al chirurgo estetico, per niente banale.

"Se provassimo a leggere con compassione il lavoro di queste donne su se stesse? Un lavoro anche perverso, certo, i cui risultati spesso sono mostruosi. Ma quella faccia è la faccia dell'amore, è la bellezza speciale di chi è innamorata. Di essere sempre innamorate e riamate: è questo che si vuole far credere. Ma allora, mi domando, non sarebbe più semplice andare dritte all'amore? Ed è solo l'amore sessuale ad illuminarci in questo modo? E com'è che tutte queste "faccie dell'amore" che vediamo in giro ci mettono addosso invece un raggelante senso di morte? Si potrà anche. ma queste donne non lo fanno certo per avere amore. Lo fanno per restare nel giro, per andare in TV, per passare al casting, per trovarsi un marito ricco ecc. E non si tratta di vie più o meno perverse per avere amore?" 

postato da: beatriceb alle ore 19:05 | Permalink | commenti (4)
categoria:amore, donne, chirurgia plastica
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venerdì, 24 agosto 2007

Le femministe a letto sono meglio perchè hanno svuotato il cervello degli stupidi condizionamenti della società. Non conoscono sensi di colpa e hanno un controllo totale del loro corpo. In una parola, sono liberate.

(non l'ho detto io, ma Jessica Valenti).

 Ha ragione?

postato da: beatriceb alle ore 17:15 | Permalink | commenti (3)
categoria:donne, uomini, sesso, femminismo
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venerdì, 24 agosto 2007
"La violenza la respiravano anche i muri a casa nostra, giorno e notte, e poi all'improvviso scoppiava, senza un motivo, sorda, fredda. Lui aveva quello sguardo folle e non chiedeva mai scusa, minimizzava tutto. Mi colpiva e diceva:"Che cosa vuoi che sia?". Io  imploravo:"Ti prego portami all'ospedale. Non voglio morire". E lui:"No, non ti porto". Una volta mi ha dovuto portare al pronto soccorso. Mentre mi accompagnava, diceva:"Di' che ti è caduto un mobile in testa".

postato da: beatriceb alle ore 14:59 | Permalink | commenti
categoria:donne, uomini, diritti, violenza, orrore
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venerdì, 24 agosto 2007
Crystal Renn: ho detto no all'annoressia

                                da un'intervista su A di Silvia Gambaccini

                                                                          



Ecco Crystal con la sua generosissima taglia 48. E' splendida e rotonda, morbida come un abbraccio e, vedendola entrare al ristorante di New York non ho dubbi: ho davanti una supermodel.
Come è possibile che, in un momento in cui le modelle dimagriscono, spariscono quasi per soddisfare fotografi e stilisti, Crystal abbia raggiunto il successo con tanta ciccia e pochi complessi? "Non è stato così facile. Non sapevo di essere ufficilamente grassa finchè non fui scoperta come modella. All'inizio della mia carriera (a 16 anni), per ottenere disperatamente i risultati imposti dalla mia agenzia, cominciai a digiunare e ad andare in palestra, anche otto ore al giorno. Alta 1,78, arrivai a pesare meno di 49 chili. Non stavo quasi in piedi". Il suo peso diminuiva, ma mai abbastanza da soddisfare lo standard di agenzie e fotografi. Finalmente un giorno, spossata da ore di esercizio e ormai denurita, Crystal confessò alla sua agente dei digiuni e dell'ossessionante routine. Quel giorno abbandonò le diete e la disciplina autodistruttiva che aveva seguito per mesi. La sua agente le  suggerì di lavorare "sempre per l'agenzia, ma nel settore plus-model, e fare molti cataloghi". Ma lei voleva avere le stesse opportunità di una 36, non voleva solo fare quattrini, ma creare un'immagine, dare vita a un abito. Allora cambiò agenzia e i suoi primi lavori da "grassa" furono nientemeno che per Vogue America. "Quando ho sfilato per Jean Paul Gaultier a Parigi (vedi foto a destra), all'ultimo minuto mi hanno detto che sarei stata la protagonista del gran finale. Volevo morire. Di felicità" Le chiedo cosa pensi delle nuove misure  imposte agli stilisti per arginare il problema delle modelle scheletriche in passerella. "Perchè di colpo tutte le magre sono etichettate come annoressiche? Molte sono magre perchè sono così di natura. Sono spesso ancora delle bambine, arrivano dalla Russia, dall'Ucraina...ditemi se è facile trovare un'adolescente grassa in quei Paesi! Il problema è quello di celebrare finalmente la donna, non quello di ghettizzare un tipo o l'altro". 

postato da: beatriceb alle ore 12:51 | Permalink | commenti (4)
categoria:donne, moda, sfilate, annoressia
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venerdì, 24 agosto 2007

Credo che sia necessario un profondo rispetto per il proprio corpo che si pesi ottanta chili o cinquantacinque. Come diceva giustamente l'autrice di BLONDE INSIDE è necessario curarsi: comperarsi quel vestitino che ci fa impazzire, truccarsi un pò, infilare un bel paio di trampoli ( magari fossero Jimmy Choo....) per l'happy hour,  ma per NOI, per stare bene con noi stesse. E, per favore, non massacriamoci con delle diete che assomigliano a strumenti di tortura, non perdiamo un' ora davanti allo specchio commiserandoci per un pò di cellulite sulle coscie, non annulliamoci, non diventiamo un mucchietto di ossa rosate di quarantacinque chili, non gonfiamoci di veleni e plastica: non ce lo meritiamo.

Se ci  amiamo  almeno un pò siamo  più serene, gioiose, più rilassate e anche, a mio parere, più belle.  E gli uomini così arrivano....

postato da: beatriceb alle ore 09:29 | Permalink | commenti (3)
categoria:amore, donne, uomini, rispetto
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giovedì, 23 agosto 2007

Shadi Ghadirian è una ragazza di 32 anni, iraniana. E' una bravissima fotografa d'arte che vive da otto anni con il marito scrittore in una piccola casa-atelier. Le foto della sua collezione Eveyday sono donne coperte da un velo/tovaglia, con una pentola, un ferro da stiro, una scopa o un guanto per i piatti al posto del volto. Quando esibisce i suoi lavori nelle gallerie di Teheran, deve fare autocensura. Le più trasgressive le espone all'estero: scatta nel suo studio in casa, e poi le spedisce via internet senza dare nell'occhio.

 

postato da: beatriceb alle ore 20:49 | Permalink | commenti
categoria:donne, arte, foto, diritti, burka
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giovedì, 23 agosto 2007

Quando ho letto l'intervista a Jessica Valenti, autrice del blog FEMINISTING, tra le 100 ragazze più influenti d'America, su Marieclaire mi si è scaldato il cuore: è fantastica.

"Io non ho nessun problema con le ragazze che si vestono in modo sexy. Adoro le scarpe col tacco, i bei vestiti. Ci mancherebbe. Quello che detesto è la creazione da parte delle grandi corporations di uno schema per cui sei attraente "solo" se ti vesti in modo provocatorio, se vai in TV mezza nuda. Sei vincente, solo se sei una bella donna secondo i loro canoni. Si respira un'aria malsana. Il messaggio dominante è che il nostro corpo è fatto per compiacere l'uomo. Molte si adeguano e cercano di trarne vantaggio. Non c'è problema: però vorrei solo che quelle donne avessero coscienza di ciò che fanno. E sciegliessero liberamente. Ecco, il femminismo è informazione, la possibilità di decidere in piena coscienza.

Le ragazze non amano definirsi femministe perchè la ritengono una brutta parola, di cui vergognarsi. Femminista  di solito è lo stereotipo di una persona sgradevole, impegnata politicamente, con gusti sessuali piuttosto strani. Stupidaggini. La verità è che il femminismo riguarda tutte quelle che vogliono essere libere, rispettate, che vogliono godere degli stessi diritti degli uomini. Tutti dovrebbero essere femministi".

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categoria:donne, blog, uomini, diritti
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giovedì, 23 agosto 2007

 

 

postato da: beatriceb alle ore 09:28 | Permalink | commenti
categoria:donne, pubblicità
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giovedì, 23 agosto 2007
postato da: beatriceb alle ore 08:57 | Permalink | commenti
categoria:donne, diritti, burka
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