"Ricordati di me, questa sera che non hai da fare, e tutta la città è allagata da questo temporale............"
Scusate ma una femminista frastornata col cuore spezzato è come la pizza con la nutella.
Meglio lasciarla perdere.
"Ricordati di me, questa sera che non hai da fare, e tutta la città è allagata da questo temporale............"
Scusate ma una femminista frastornata col cuore spezzato è come la pizza con la nutella.
Meglio lasciarla perdere.
Avevo scritto un breve pensiero al sito di Elle maturato i giorni in cui vedevo solo buio. Con mia grande sorpresa m'hanno pubblicato.
Da: beaborg@alice.it
Mi hai divorato anima e cuore e mi hai lasciato solo angoscia lacrime e dolore. Vivevo appesa a un tuo sorriso a un tuo sguardo, alla tua voce e, per un attimo, mi hai fatto illudere che potesse essere per sempre, che sarei potuta stare sospesa nell'eternità piena di te, del nostro amore, dei tuoi abbracci, delle tue parole.
Mi hai fatto credere che, persino con me, la vita potesse essere gentile.
Invece, in un soffio, mi hai svuotato, mi hai straziato dentro, mi hai ucciso.
E, aprendo gli occhi, ho visto solo l'inferno del nulla, tutto il vuoto del mondo.
Non te lo posso perdonare, non ti posso perdonare di avermi illuso.
Pensando a te tremo di rabbia, terrore, di amore.
Ora sono ossa e niente, ma TI AMO.
www.elle.it/elle/magazine/content/tu-di-elle/le-tue-mail-sono-ossa-e-niente-ma-ti-amo
Bridget sei grande
In questi giorni ho scritto proprio poco, soprattutto perchè mi sono trovata con il cervello annebbiato e quindi con una conseguente mancanza di ispirazione.
Anche, io, femminista frastornata tutta d'un pezzo, a volte affogo il dolore dovuto alla fine di un amore (che è proprio tanto, ma forse voi lo sapete già) con un'abbondante dose di alcol, qualche strisciata di troppo con il bancomat e un elenco di notti insonni così, a pensare alla mia vita disgraziata.
E' che si sta chiudendo un capitolo della mia vita assai voluminoso e mi pare di aver letto da qualche parte che anche se si vuole voltare pagina, a volte quella pagina è un pò troppo pesante da voltare.
Aspettatevi dei post da femminista estremista, belli acidi.

di Alessandro Cannavò
“Dove sei?!?”. L’appuntamento mattutino era alle 9.30 ma alle 9.25 arrivò la telefonata, allarmata e minacciosa. C’eravamo lasciati all’una di notte, dopo 16 ore in cui ero stato testimone di un estenuante corpo a corpo con una manciata di fogli dattiloscritti. Alla fine, il testo era apparso come una perfetta sceneggiatura di tutti gli umori di Oriana: ironico, polemico, tagliente. Così ci eravamo salutati contenti, lei vittoriosa, io vinto dalla stanchezza. Ma la battaglia non era conclusa. “Dove sei?!?”. Il minimo intoppo nel traffico di Manhattan avrebbe subito compromesso la nuova giornata. Schizzando fuori dal taxi alla Sessantunesima strada, aprii affannato il cancelletto in ferro battuto e colpii sul battiporta (“mi raccomando, due volte e forte, altrimenti non apro”). Lei socchiuse prima la porta con l’aiuto della catenella, poi la spalancò. Ma prima ancora che entrassi, schizzò su per le ripide scale mentre inveiva per la nottata in bianco.
Ci sono state le guerre di Oriana sul fronte e c’è stata la guerra di Oriana con la scrittura. Una guerra quotidiana che si consumava nello studio sommerso da carte e giornali. Alla parete, la bandiera italiana e quella americana. Oppure nel tinello con la cucina a vista. Lì tra ritagli e appunti si lavorava pasteggiando, fragili bicchieri di vetro anni Trenta, champagne Perier Jouet o il liquorino alla ciliegia che lei trovava solo in un negozio indiano sulla Lexington. Gli articoli e i libri della Fallaci dopo l’11 settembre sono nati così, in quella casa letteraria trasformata in un fortino contro i nemici dell’Occidente.
Le donne non si fanno valere. Tanto meno in politica dove, a meno che non infilino un bel paio di autoreggenti o diventino uomini col filo di perle non vi sono molte speranze di successo. Ma io credo soprattutto perchè non ci mettono cuore, non si impegnano fino in fondo, anche perchè incastrate in un mondo maschile e maschilista senza possibilità di completa espressione e senza adeguato sostegno e, francamente, non credo nelle quote rosa (ma poi porca miseria tutto quello che riguarda il mondo femminile deve essere ROSA ??)
Apro ignara il sito di Repubblica per leggere le ultime notizie e sono colpita nella mia anima di femminista frastornata. Sono diversissime ma credo che abbiano in comune la totale mancanza di dignità e diritti per noi femminucce.

Oggi pomeriggio ho letto IO DONNA, che trovo una rivista davvero interessante. A pag.130 c'è una breve intervista a Gioconda Belli che, perdonate l'ignoranza, non avevo mai sentito nominare. Ero tentata di voltare pagina ma non l'ho fatto ed ecco che dice:
"Recuperare l'erotismo dal punto di vista femminile è un modo per far sì che le donne non si sentano oggetto, ma soggetto del sesso. L'emarginazione della donna comincia dalla biologia. Ma anche il potere femminile inizia dal corpo, perchè da la vita. L'erotismo recupera questo potere, lo depura dalla volgarità e dall'uso commerciale. Almeno per come intendo io la seduzione, cioè rivendicazione del diritto al piacere. Certo, togliere dall'erotismo questo alone di sospetto e considerarlo come una cosa naturale è ancora una strada lunga"
P.S.: (non centra nulla ma dovevo dirlo: ho notato che nelle nuove canzonette sono sempre più frequenti sospiri e gridolini femminili, diciamo, abbastanza espliciti. Che sia una risposta a quanto sopra scritto??)
«Lei è vestita troppo sexy, scenda dall'aereo:
questa è una compagnia per famiglie...»
SAN DIEGO (8 settembre) - Kyla Ebbert è una studentessa di 23 anni alla quale, potendo, piace indossare la minigonna (ma che minigonna, quella specie di sbrindello di stoffa è un coprimutande). Tutto poteva immaginarsi, salendo a Tucson (Arizona) sull'aereo Southwest Airlines che la riportava a casa, tranne di sentirsi chiedere da una hostess di scendere dall'aereo perché abbigliata in modo "indecente". Kyle Ebbert aveva osato infatti indossare nientedimeno che una maglietta bianca attillata, un golfino verde(la signorina dovrebbe far causa alla lavanderia nella quale lo ha portato) e una gonna jeans a mezza coscia(mezza coscia??!! ma se arriva a malapena a inizio coscia..). Come ha raccontato lei stessa alle tv di mezza America, Kyle si era allacciata la cintura quando è stata presa da parte da un'assistente, che le ha chiesto di scendere perché quanto aveva addosso non era in stile con la Southwest, una compagnia aerea «per famiglie».
Kyle ha rifiutato: alla fine è stato concordato abbassasse il più possibile la gonna per non mostrare troppo le gambe(si ma se abbassa troppo la "gonna" si rischia di vedere qualcosa di più compromettente) e che si coprisse con un asciugamanino. La compagnia aerea non ha smentito l'incidente e anzi ha difeso la richiesta dell'assistente di volo di rendere più decente il completino(intimo) della studentessa. Kyla Ebbert ora sta pensando di fare causa alla SouthWest.