Ok, ok. "Mercificazione del corpo femminile" suona tanto femminista antiquata, rompipalle e molto molto pedante
però...
Ok, ok. "Mercificazione del corpo femminile" suona tanto femminista antiquata, rompipalle e molto molto pedante
però...
http://technology.timesonline.co.uk/tol/news/tech_and_web/the_web/article2732802.ece
ecco come siamo visti, ecco perchè certe persone si permettono di minacciare querele a noi bloggers, ecco perchè questo paese fa schifo. ma veramente schifo.
I nostri armadi traboccano di abiti con la scadenza del latte, fatti per assecondare il trend del momento e condannati a invecchiare precocemente, senza neanche la possibilità di un lifting.
E poi vogliamo parlare dell'aspetto economico?
E' anche vero che i negozi esplodono di copie a buon mercato delle proposte firmate, ma l'effetto collaterale non trascurabile è che stanno bene quasi esclusivamente alle sedicenni taglia 40.
Sul valore terapeutico di uno shopping come si deve, però, è inutile discutere. Persino un'intellettuale femminista tutta d'un pezzo come Simone de Beauvoir l'ha riconosciuto ne "Il secondo sesso". Di tanto intanto, qualcuno prova a ribellarsi ma è tutto inutile. L'americana Judith Levine due anni fa ha deciso di tagliare le sue 22 carte di credito e dimostrare che si può vivere felici e liberi dalla schiavitù dei consumi, ma il diario dell'impresa, Not buying it: My Year Without Shopping, registra il crollo finale: sfondo del dramma un negozio in cui è incautamente entrata.
A ben pochi dira qualcosa il nome di Madeleine Wickam, ma chi non riconosce nel suo pseudonimo, Sophie Kinsella, l'autrice della serie "I love shopping", già arrivata alla quinta puntata?
Leggete qui il suo pensiero.
"Quel momento. Quell'istante in cui le tue dita stringono i manici di una borsa nuova fiammante -e tutte le splendide cose all'interno diventano tue. Cosa si prova? E' come aver digiunato per giorni e quindi riempirsi la bocca di pane tostato imburrato. E' come svegliarsi e realizzare in un attimo che è sabato. E' come il sesso nei suoi momenti migliori. Qualunque altra cosa è spazzata via dalla tua mente. E' un piacere fine a se stesso, allo stato puro".
Chi non si riconosce?
Dovete sapere che io, oltre ad essere una vorace lettrice di giornali, sono anche una vorace "strappatrice", cioè strappo ogni articolo che mi interessa, li ammucchio da qualche parte e dopo moooooolto tempo li riesumo e non vi dico che pomeriggi piacevoli trascorro così.
Ieri è stato uno di questi, e, in mezzo ad un pezzo del Corriere sulla guerra in Iraq ho trovato un fantastico articolo di Berarda del Vecchio di qualche secolo fa. Eccovene un pezzettino.
"Devo fare i conti con la cruda realtà: il mio uomo ideale non esiste. Già da tempo avevo capito che se proprio non riusciamo a mettere ordine nella vita degli uomini, almeno dobbiamo sforzarci di capirli. Ma qui la sensazione era diversa: felicità, fisica e mentale. Per la prima volta ho capito l'uomo è bello perchè è -davvero- vario.
Lasciate che vi spieghi: io da tempo sostengo che l'uomo deve rispondere ai requisiti minimi dello "sdraiami-pensiero" e non ho mai creduto negli uomini timidi, negli uomini problematici e "incrinati".
Il dettaglio che dovevo mettere a fuoco, però, non è di poco conto: se è vero che esistono mille modi in cui un uomo può deluderti, allora ne devono esistere almeno altri mille in cui un uomo può farti contenta.
Detto fatto: mi sono messa al telefono per un giro di consultazione con i membri della mia Commissione di indagine permanente, che poi sono le mie tre-quattroamiche più fidate. Mi sono fatta raccontare un pò di storie recenti e passate, e ne è venuta fuori una sonora conferma di quello che stavo pensando.
Noi donne dobbiamo saper fare un passo, un solo passo, indietro, quando è il momento giusto.
Gli uomini hanno un istinto animale, solo che per qualche ragione si scordano di averlo. E noi, come i bravi domatori di orsi e di tigri, dobbiamo tirarglielo fuori (l'istinto, voglio dire) con delicatezza, senza fare casini. Senza coprirli di domande, di esigenze, senza sfidarli troppo. Gli uomini hanno bisogno di sapere che c'è bisogno di loro nel mondo. E a un certo punto, quando sentono che lasciamo loro lo spazio giusto, esce tutto fuori, all'improvviso.
La reltà è molto più semplice di come la immaginiamo.
Se chiedi poco avrai molto".

l'altro giorno sfogliavo una rivista e l'occhio è caduto sulla notizia della mostra (hamiltons gallery di Londra) dedicata alle immagini XL di Helmut Newton (no, non lui terribilmente obeso, mi riferisco alla dimensione delle immagini) e di colpo mi son venuti in mente i ricordi di quando frequentavo il college di fotografia e le femministe del corso si erano accanite come pazze scatenate contro di me, in quanto grande estimatrice del fotografo in questione. Mi accusavano di "difendere" uno sporco maiale interessato solo a tette e culi, di essere succube della società maschilista che vuole la donna sottomessa e "usata" e di non giovare per nulla alla loro causa (quella femminista), ma anzi di comportarmi come una poverina strumentalizzata dalla fallocrazia, solo per il fatto che trovavo le immagini di Newton "powerful".....premetto che devo aver visto la prima volta le sue foto in uno dei giornali di foto che acquistava mio padre (che un pò porcello in effetti lo era - R.I.P. dad) e che proprio guardando quelle foto mi innamorai della fotografia. Il fatto è che non ho mai visto le donne ritratte da Newton come sottomesse, al contrario, le ho sempre viste come superdonne con cui nessuno si permetterebbe di fare il cretino, donne con le palle, in controllo del loro corpo, donne senza paura di mostrarsi nude (ok, la maggior parte erano tutte stragnocche, ma non c'entra) all'occhio voyeristico del fotografo e indirettamente dello spettatore. io VOLEVO ESSERE QUELLE DONNE. le ho sempre osservate con ammirazione e anche un pò di soggezione, e credo che lo scopo di Newton fosse anche quello, cioè rendere divino l'essere che lui considerava perfetto, l'essere cui lui aspirava e (forse inconsciamente) temeva e rispettava. le foto di Newton mostrano rispetto nei confronti delle donne, le mostrano molto più "in charge" di quello che una certa corrente femminista (che vuole vedere sempre e comunque la donna come oggetto e come VITTIMA) crede. non sto parlando di Jean Loup Sieff, a mio avviso un gran guardone e basta, uno che, a differenza di Newton, fa fatica a ritrarre il volto delle sue modelle. Newton non ha mai avuto il problema di mostrare il loro volto, anzi, le sue donne (e non voglio usare il termine modella in questo contesto, tra Newton e Sieff una delle differenze era quella, Newton fotografava donne, Sieff, modelle) quasi sempre guardano l'obiettivo, quasi con sprezzo. e anche quelle immagini meno "gloriose" (mi riferisco alla serie delle donne ammazzate) rivelano uno stupore e un innamoramento totale nei confronti della donna. voi cosa ne pensate?
A parlare di donne (nel senso di diritti ecc. ovvero tutto quello che ci siamo conquistate e che ora c sta sul c...., per rubare l'espressione a un blog del quale non ricordo il nome) si rischia di non essere lette, visitate e, soprattutto, commentate. Ma siccome sono appena rientrata nel manipolo delle SINGLE e ho tato bisogno di gratificazioni voglio correre questo rischio e intendo mostrarvi in esclusiva il manifesto ufffficiale delle ragazze (non) in love che ho preparato raccogliendo spunti dalle riviste di cui sono una lettrice vorace.

In questo periodo mi sto leccando le ferite, sto magiando cioccolatini in quantità industriale (nonchè marmellata, biscotti, gelati...) perchè così almeno mi tengo la certezza che almeno la cellulite, quella no, non mi abbandonerà mai,
leggo moltissimi libri su come "Ricominciare" (grandissime stronzate, ma ottimi come placebo, infarciti di frasi tipo: "ogni mattina guardati allo specchio e dì che sei bellissima"),
vedo moltissima televisione per ricordarmi che non sono l'essere umano peggiore al mondo ( e sono tre sabato sera di seguito che piango guardando un servizio specialestrappalacrimestrappacuorestrappamascara de il "treno dei desideri". E' grave?),
sto sviluppando piani terroristici contro tutti gli ex della mia vita
e, soprattutto, sto riniziando a dare un pò di fiducia a questo mondo disgraziato.
Insomma, avete capito, sto tornando.