"Marciare armate di tacchi per le strade di Manhattan con l’obbiettivo di conquistare un nuovo ragazzo o un’altra scrivania suona molto aggressivo, ma dovreste vedere le quattro ragazze di “Sex and the City” e capireste che quell’aggressività spalmata addosso a loro assomiglia molto più ad ambizione, a voglia di vivere la vita come si beve un “Cosmopolitan”, al desiderio di dimostrare che, diamine, anche una donna può acquistare un appartamento a New York e che no, non paga né papà né il marito.
“A”, con la forza silenziosa delle sue pagine, dimostra anche questo: possiamo trastullarci per giorni pensando alla gonna che non vogliamo proprio lasciare in vetrina e riflettere sull’ennesima crisi politica. Perché ogni donna ha un cuore grande dove c’è spazio per tutto. Per la moda delle riviste patinate e dei negozi, per quel ragazzo (ma è uno solo?) che fa venir voglia di credere ancora negli uomini, che spesso ci fanno vacillare più di un paio di Manolo, per il lavoro e, soprattutto, per le amiche.
Altrimenti con chi scateneremmo la nostra capacità di autoanalisi precisa e terribile, con chi parleremmo di sex e con chi andremmo ad esplorare la city?"
<> Quando un venerdì sera non sai che fare capita che ti incolli alla tastiera con "London is calling" che urla dalle casse.
E capita pure che (lacrimuccia) ti pubblichino, su "A".
VEDERE pg.112 dell'ultimo numero PER CREDERE



