venerdì, 11 aprile 2008
Cosa hanno in comune una filmaker della middle class ebrea newyorchese e una sopravvissuta alla guerra cambogiana che, con la sua organizzazione, offre rifugio alla prostitute del suo Paese? Forse nulla. Ma la regista Jennifer Fox ha una sua tesi. E per dimostrarla ha viaggiato per cinque anni, con la telecamera sulla spalla, intersecando la sua storia a quella delle decine di donne che ha incontrato in 18 Paesi del mondo. Un tour de force oltre il colore della pelle, le classi sociali e le diverse culture. Sister 2 sister, da sorella a sorella. Risultato è Flying, Confessions of a Free Woman, un documentario a puntate di circa sei ore, una sorta di Sex and the City della donna globale... e non solo perché Candace Bushnell, l'autrice del bestseller omonimo, ha detto: "Se ne richiede la visione per tutte le donne". Donne globali Certo, se pensiamo alle condizioni materiali, non c'è paragone che tenga tra le vite di Khosi, la mamma single di Soweto, di Amina, la rifugiata somala che lotta contro la mutilazione genitale, di Paromita, avvocato per i diritti civili nell'India rurale e quella privilegiata della Fox, scandita da una tortuosa open relationship con due uomini che avrà pesanti conseguenze. Parte diario personale, parte dichiarazione femminista, Flying è un documentario corale che, a un livello più profondo, fa domande fondamentali e trasversali intorno alla parità con gli uomini, la libertà sessuale, l'autonomia riproduttiva, e i modi della sorellanza globale. Temi su cui in Italia non si discute più e su cui invece c'è un gran bisogno di confrontarsi. Ma perché le donne scelgono di raccontarsi col documentario invece che col cinema? In parte perché da sempre noi donne scriviamo diari, un'altra forma di terapia. Siamo storicamente abituate ad analizzarci in prima persona e a metterci a nudo. "Non mi vergogno della mia sessualità. E nemmeno dei miei aborti. E nemmeno del fatto di aver amato un uomo sposato", dice Fox. Rivendicazioni legittime in Occidente. Ma come conciliarle con quelle, legate a problemi di sopravvivenza, di diritto a un pensiero, un'istruzione, di sorelle dall'altra parte del mondo? Non sembreremmo narcisiste, egoiste, preoccupate di piccoli dilemmi, che ruotano attorno al nostro ombelico?
postato da: beatriceb alle ore 18:34 | Permalink | commenti (2)
categoria:donne, film
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