da un'intervista su A di Silvia Gambaccini

Ecco Crystal con la sua generosissima taglia 48. E' splendida e rotonda, morbida come un abbraccio e, vedendola entrare al ristorante di New York non ho dubbi: ho davanti una supermodel.
Come è possibile che, in un momento in cui le modelle dimagriscono, spariscono quasi per soddisfare fotografi e stilisti, Crystal abbia raggiunto il successo con tanta ciccia e pochi complessi? "Non è stato così facile. Non sapevo di essere ufficilamente grassa finchè non fui scoperta come modella. All'inizio della mia carriera (a 16 anni), per ottenere disperatamente i risultati imposti dalla mia agenzia, cominciai a digiunare e ad andare in palestra, anche otto ore al giorno. Alta 1,78, arrivai a pesare meno di 49 chili. Non stavo quasi in piedi". Il suo peso diminuiva, ma mai abbastanza da soddisfare lo standard di agenzie e fotografi. Finalmente un giorno, spossata da ore di esercizio e ormai denurita, Crystal confessò alla sua agente dei digiuni e dell'ossessionante routine. Quel giorno abbandonò le diete e la disciplina autodistruttiva che aveva seguito per mesi. La sua agente le suggerì di lavorare "sempre per l'agenzia, ma nel settore plus-model, e fare molti cataloghi". Ma lei voleva avere le stesse opportunità di una 36, non voleva solo fare quattrini, ma creare un'immagine, dare vita a un abito. Allora cambiò agenzia e i suoi primi lavori da "grassa" furono nientemeno che per Vogue America. "Quando ho sfilato per Jean Paul Gaultier a Parigi (vedi foto a destra), all'ultimo minuto mi hanno detto che sarei stata la protagonista del gran finale. Volevo morire. Di felicità" Le chiedo cosa pensi delle nuove misure imposte agli stilisti per arginare il problema delle modelle scheletriche in passerella. "Perchè di colpo tutte le magre sono etichettate come annoressiche? Molte sono magre perchè sono così di natura. Sono spesso ancora delle bambine, arrivano dalla Russia, dall'Ucraina...ditemi se è facile trovare un'adolescente grassa in quei Paesi! Il problema è quello di celebrare finalmente la donna, non quello di ghettizzare un tipo o l'altro".
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