Quella Silicon Valley un po’ sessista
Pochissime donne ai vertici dei marchi più illustri della mecca californiana tecnologici
SILICON VALLEY, (Stati Uniti) – Dalla valle del silicio, cuore pulsante dell’innovazione, luogo talmente avanti da trascinare il mondo, ci si poteva aspettare qualcosa di più in termini di parità tra i sessi. E invece la maggior parte delle aziende che hanno il proprio quartier generale nella zona intorno a Santa Clara non contemplano ai vertici del proprio organigramma nessuna donna. Molti marchi tecnologici che sono considerati icone del pensiero diverso e creativo non guardano all’universo femminile.
LO STUDIO – I dati provengono dall’University of california at Davis Graduate School of Management e indicano quote rosa veramente marginali: il 7,3 per cento delle 94 aziende maggiori di Santa Clara non ha un esponente del gentil sesso come direttore di alcun settore e il 9,1 per cento delle stesse non ha donne tra i propri top manager. A rincarare la dose, il 33 per cento delle società prese in esame è completamente al maschile.
LE 25 MIGLIORI – Se ne salvano 25 secondo l’analisi, con Hewlett Packard, Kyphon, eBay, Cisco Systems e Intuit che hanno al proprio libro paga 4 donne top manager a testa. Il resto delle 25 vanta una media di tre donne a testa nel proprio board. E questo nonostante una recente ricerca di Fortune che elogiava le società dirette da donne, solitamente migliori in termini di profitto e più lungimiranti.
CRITICHE E OPINIONI – Una spiegazione può derivare dalle stime dell’Higher Education Research Institute, che denuncia un declino del 70 per cento delle iscrizioni alle lauree tecnologiche nel periodo compreso tra il 2000 e il 2005. La contrazione di studenti di computer science secondo gli esperti ha riguardato soprattutto l’universo rosa, il che potrebbe essere una spiegazione plausibile della loro scarsa presenza alla guida di società tecnologiche. Ma come fa notare Nicole Woolsey Biggart, dell’Università della California, non occorre essere ingegneri o specialisti per avere competenze manageriali. Qualcuno critica anche la metodologia della ricerca, sostenendo che i criteri utilizzati non sono in grado di catturare la presenza di donne che occupano mansioni comunque responsabilizzanti, seppur non ai massimi livelli dirigenziali.
SOFFITTO DI CRISTALLO – In tutti i casi ancora una volta si può parlare di soffitto di cristallo, ovvero di quel muro sottile e impercettibile del percorso professionale che segna un punto oltre al quale è molto difficile spingersi per il cosiddetto sesso debole. Motivi culturali, sociali, famigliari: le ragioni per cui a un certo punto la carriera femminile si arresta sono tante e tra le tante c’è forse anche una minor disponibilità delle donne a sposare unicamente il lavoro a scapito della vita privata. I grandi marchi dell’hi-tech si difendono, sostenendo che non esiste alcun pregiudizio sessista e si tratta solo di casualità. Forse dirigere i colossi tecnologici è un compito che solletica di più l’interesse dei maschi o forse è la solita vecchia morale della volpe e l’uva, che fotografa molto bene l’umana debolezza di simulare disinteresse verso qualcosa che non si può avere.
Emanuela Di Pasqua
categoria:donne, diritti, quote rosa



