giovedì, 11 ottobre 2007

Dovete sapere che io, oltre ad essere una vorace lettrice di giornali, sono anche una vorace "strappatrice", cioè strappo ogni articolo che mi interessa, li ammucchio da qualche parte e dopo moooooolto tempo li riesumo e non vi dico che pomeriggi piacevoli trascorro così.

Ieri è stato uno di questi, e, in mezzo ad un pezzo del Corriere sulla guerra in Iraq ho trovato un fantastico articolo di Berarda del Vecchio di qualche secolo fa. Eccovene un pezzettino.

"Devo fare i conti con la cruda realtà: il mio uomo ideale non esiste. Già da tempo avevo capito che se proprio non riusciamo a mettere ordine nella vita degli uomini, almeno dobbiamo sforzarci di capirli. Ma qui la sensazione era diversa: felicità, fisica e mentale. Per la prima volta ho capito l'uomo è bello perchè è -davvero- vario.

Lasciate che vi spieghi: io da tempo sostengo che l'uomo deve rispondere ai requisiti minimi dello "sdraiami-pensiero" e non ho mai creduto negli uomini timidi, negli uomini problematici e "incrinati".

Il dettaglio che dovevo mettere a fuoco, però, non è di poco conto: se è vero che esistono mille modi in cui un uomo può deluderti, allora ne devono esistere almeno altri mille in cui un uomo può farti contenta.

Detto fatto: mi sono messa al telefono per un giro di consultazione con i membri della mia Commissione di indagine permanente, che poi sono le mie tre-quattroamiche più fidate. Mi sono fatta raccontare un pò di storie recenti e passate, e ne è venuta fuori una sonora conferma di quello che stavo pensando.

Noi donne dobbiamo saper fare un passo, un solo passo, indietro, quando è il momento giusto.

Gli uomini hanno un istinto animale, solo che per qualche ragione si scordano di averlo. E noi, come i bravi domatori di orsi e di tigri, dobbiamo tirarglielo fuori (l'istinto, voglio dire) con delicatezza, senza fare casini. Senza coprirli di domande, di esigenze, senza sfidarli troppo. Gli uomini hanno bisogno di sapere che c'è bisogno di loro nel mondo. E a un certo punto, quando sentono che lasciamo loro lo spazio giusto, esce tutto fuori, all'improvviso.

La reltà è molto più semplice di come la immaginiamo.

Se chiedi poco avrai molto".


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domenica, 09 settembre 2007

Oggi pomeriggio ho letto IO DONNA, che trovo una rivista davvero interessante. A pag.130 c'è una breve intervista a Gioconda Belli che, perdonate l'ignoranza, non avevo mai sentito nominare. Ero tentata di voltare pagina ma non l'ho fatto ed ecco che dice:

"Recuperare l'erotismo dal punto di vista femminile è un modo per far sì che le donne non si sentano oggetto, ma soggetto del sesso. L'emarginazione della donna comincia dalla biologia. Ma anche il potere femminile inizia dal corpo, perchè da la vita. L'erotismo recupera questo potere, lo depura dalla volgarità e dall'uso commerciale. Almeno per come intendo io la seduzione, cioè rivendicazione del diritto al piacere. Certo, togliere dall'erotismo questo alone di sospetto e considerarlo come una cosa naturale è ancora una strada lunga"

 

 

 

P.S.: (non centra nulla ma dovevo dirlo: ho notato che nelle nuove canzonette sono sempre più frequenti sospiri e gridolini femminili, diciamo, abbastanza espliciti. Che sia una risposta a quanto sopra scritto??)

postato da: beatriceb alle ore 18:15 | Permalink | commenti (2)
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