"La violenza la respiravano anche i muri a casa nostra, giorno e notte, e poi all'improvviso scoppiava, senza un motivo, sorda, fredda. Lui aveva quello sguardo folle e non chiedeva mai scusa, minimizzava tutto. Mi colpiva e diceva:"Che cosa vuoi che sia?". Io imploravo:"Ti prego portami all'ospedale. Non voglio morire". E lui:"No, non ti porto". Una volta mi ha dovuto portare al pronto soccorso. Mentre mi accompagnava, diceva:"Di' che ti è caduto un mobile in testa".
postato da: beatriceb alle ore 14:59 | Permalink | commenti
categoria:donne, uomini, diritti, violenza, orrore
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